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Paradise
Diario della collina

Marzo–ottobre

Superga in bici da corsa: Sassi, la Panoramica e l'Inferno di Pecetto in un giro da 40 km

Il giro che ogni ciclista torinese ha nelle gambe

C'è un motivo se la Milano–Torino, la classica più antica del mondo, corsa per la prima volta il 25 maggio 1876, ha scelto Superga come traguardo: la salita da Sassi è una delle più dure e più belle d'Italia a portata di città. Quattro chilometri e nove al 9% medio, con un tratto al 15,3% dopo il cavalcavia della tranvia e punte del 18%, e in cima la Basilica di Juvarra a 672 metri.

Il giro classico la concatena con l'altra salita mitica della collina, la rampa di via Allason e Strada della Vetta sopra Pecetto — "l'Inferno di Pecetto" — fino al Colle della Maddalena, a 715 metri, il punto più alto della collina torinese. In mezzo, la Strada Panoramica dei Colli, chiusa alle moto dal 1992: una discesa da godere. In tutto, meno di quaranta chilometri dal monumento a Fausto Coppi e circa mille metri di dislivello.

Chi dorme a Pino Torinese ha un vantaggio: il B&B sta esattamente tra le due salite. Si può partire da casa, fare Superga al mattino e la Maddalena nel pomeriggio, o spezzare il giro su due giorni.

Scheda tecnica

Percorso: Torino (monumento a Coppi) → Sassi → Superga → Panoramica → Pino Torinese → Pecetto → via Allason e Strada della Vetta → Colle della Maddalena → Torino.

Lunghezza: meno di 40 km. Dislivello: circa 1.000 m.

Sassi–Superga: 4,9 km, 447 m, 9% medio, massima 18% secondo sportfolks. Il rilievo di gara della Milano–Torino 2025 misura 4,2 km al 9,1–9,2% con punte del 14%, partendo da un punto di riferimento diverso; altri database danno 550–600 m di dislivello e 15% di massima.

Inferno di Pecetto: via Allason circa 700 m al 15%; tratto finale al colle 1,3 km all'8% con punte dell'11–12% e una breve contropendenza a 300 metri dalla cima.

Colle della Maddalena: 715 m; da San Vito 6,2 km, 464 m, 7,4% medio secondo climbfinder.

Fondo e traffico: Sassi–Superga trafficata nei weekend; Panoramica chiusa ai motocicli dal 1992, fondo buono e curve ampie; via Allason stretta.

Acqua: fontana alla frazione Superga; "i turet" sulla Panoramica; casetta dell'acqua all'imbocco della Panoramica a Pino; fontane a Pecetto.

I dati delle salite variano secondo il punto di partenza e lo strumento di misura: le cifre qui sopra riportano le fonti principali, non una misura unica.

1. Dal Po a Sassi

Il giro parte per tradizione dal monumento a Fausto Coppi davanti al Motovelodromo, e costeggia il Po lungo corso Casale fino a Sassi: una decina di chilometri quasi piatti per scaldare le gambe, che serviranno tutte. L'attacco della salita è all'inizio di Strada Comunale Superga, di fronte alla stazione della tranvia a dentiera. Chi parte da Pino Torinese scende invece su Torino per la strada del Pino o per la Panoramica e raggiunge Sassi da corso Casale.

2. Il muro di Superga

Non è una salita per tutti: dopo cento metri di falsopiano la strada si impenna subito in doppia cifra. Il primo chilometro viaggia al 9,8% di media, con 200 metri al 15% dopo l'angolo con via Borgofranco; poi 400 metri di respiro al 6% e 200 metri al 12%. Il passaggio sotto il cavalcavia della tranvia, a 1,9 km dall'attacco, apre il tratto più duro: 300 metri al 15,3% con punte del 18%.

Il quarto chilometro, dalla fermata di Pian Gambino, è il più duro nel complesso, con l'11,8% di media; gli ultimi 980 metri alternano 300 metri al 6,7% fino al bivio per Baldissero e 680 metri al 7,7%. Poi il piazzale, la Basilica, la vista su Torino e sulle Alpi, e la lapide del Grande Torino sul retro: valgono ogni watt.

Rapporti: un 34×30 o più agile non è un disonore su Superga. Nei weekend la strada è trafficata: meglio i giorni feriali al mattino presto.

3. In cima: la Milano–Torino

La Milano–Torino nacque nel 1876, quando Paolo Magretti coprì i 150 chilometri della prima edizione in dieci ore e nove minuti. Superga è il suo traguardo iconico, dove hanno vinto tra gli altri Contador, Ulissi, Diego Rosa, Miguel Ángel López, Rigoberto Urán, Thibaut Pinot, Michael Woods e Primož Roglič nel 2021. Dopo qualche edizione con arrivo altrove, la corsa è tornata alla Basilica: il 19 marzo 2025 ha vinto Isaac Del Toro davanti a Ben Tulett e Tobias Halland Johannessen; il 18 marzo 2026, nella 107ª edizione, Tom Pidcock ha battuto Johannessen e Roglič in 3h48'45".

Sul piazzale ci sono il bar panoramico e la caffetteria della Basilica; nella strettoia della frazione, scendendo verso Baldissero, la fontana storica per riempire le borracce.

4. La Panoramica fino a Pino

Dalla Basilica si scende alla frazione Superga, si imbocca la via dei Colli e la si segue fino a Pino Torinese. È la Strada Panoramica, inaugurata nel 1964 e interdetta ai motocicli dal 1992 dopo una lunga serie di incidenti: oggi è una delle strade più amate dai ciclisti della collina, con fondo buono, curve ampie, il bosco che chiude sopra e le fontane lungo il tracciato. Chi sale da Pino la trova come la salita "gentile" a Superga: pendenze regolari, senza i muri di Sassi.

All'imbocco della Panoramica, a Pino Torinese, ci sono la casetta dell'acqua e i parcheggi. Da qui il B&B è a pochi minuti: il posto giusto per fare pausa, o per finire il primo giorno.

5. L'Inferno di Pecetto e il Colle della Maddalena

Da Pino si prosegue verso l'Eremo e Pecetto Torinese, il paese delle ciliegie a 400 metri. L'"Inferno" comincia in via Allason: una rampa di circa 700 metri al 15%, stretta e senza respiro, che nel 2022 è entrata anche nel percorso del Giro d'Italia. Si continua su Strada della Vetta verso il Colle della Maddalena; il tratto finale misura 1,3 km all'8% di media con punte dell'11–12%, e una breve contropendenza a 300 metri dalla cima che inganna le gambe.

Il colle, a 715 metri, è il punto più alto della collina torinese: il Faro della Vittoria, il Parco della Maddalena e il panorama sull'arco alpino dal Monviso al Rosa sono la ricompensa. Chi vuole evitare il muro di via Allason può salire alla Maddalena da San Vito: 6,2 km al 7,4% medio, 464 metri di dislivello.

6. La discesa su Torino

Dal colle si scende verso Torino per la strada di San Vito o per Cavoretto, con la città che si apre sotto. Si raggiunge il Po, si ripassa dal monumento a Coppi e si chiude il giro: meno di quaranta chilometri, circa mille metri di dislivello, due salite che si raccontano per anni.

Quattro varianti dal B&B

Solo Superga, la via gentile. Dal B&B si sale a Superga lungo la Panoramica: pendenze regolari, fontane, nessuna moto. In cima caffè, poi discesa a Sassi per il muro, con freni buoni, e rientro a Pino da corso Casale — oppure ritorno per la stessa Panoramica. È l'allenamento perfetto per le ripetute.

Il giro completo in senso orario. Pino → Pecetto → Inferno di Pecetto → Maddalena → discesa su Torino → corso Casale → Sassi → Superga → Panoramica → Pino. Si fa la salita più dura per ultima, con le gambe già calde. Poco meno di 40 km e circa 1.000 metri.

Due giorni, due salite. Giorno 1: Superga da Sassi e rientro per la Panoramica. Giorno 2: Maddalena da Pecetto e rientro per l'Eremo. Ogni giornata resta sotto i 30 km, con tempo per un pranzo lungo.

Giornata di scarico. Discesa su Torino e pista ciclabile lungo il Po, oppure discesa su Chieri e le prime colline del Monferrato astigiano: chilometri piatti o ondulati per recuperare.

Quando venire e cosa sapere

Il giro si fa da marzo a novembre; in piena estate la Panoramica e il tratto di Pecetto sono ombreggiati, ma Sassi–Superga si affronta al mattino presto. Nei weekend la strada di Superga è trafficata da auto e tranvia; nei giorni feriali è molto più tranquilla. Il divieto ai motocicli sulla Panoramica è permanente. Verifica comunque le ordinanze dei Comuni di Torino e Baldissero prima di partire.

La tranvia Sassi–Superga accetta le bici — fino a 3 sulla motrice in salita, fino a 6 sul carro-bici anche in discesa, un biglietto per bici, prenotazione consigliata: un'opzione per chi vuole scendere senza rischi o salire senza fatica. È chiusa il mercoledì.

Consigli pratici

Rapporti e freni. Superga e via Allason sono muri veri: 34×30 o più agile. In discesa sulla Panoramica le curve sono ampie, ma verso Torino da Pino la strada si fa più tecnica: freni in ordine.

Acqua. Fontane alla frazione Superga, "i turet" sulla Panoramica, casetta dell'acqua a Pino, fontane a Pecetto. Due borracce d'estate.

Traffico. Sassi–Superga trafficata nei festivi; Panoramica senza moto e con poche auto; via Allason stretta e ripida, occhio alle auto in discesa.

Dal B&B. Chiedici il deposito bici, un orario di colazione compatibile con le uscite all'alba e la traccia GPX del giro.

Parti da qui

Paradise Nature & Wellness è a Pino Torinese, tra il muro di Superga e l'Inferno di Pecetto, con colazione e parcheggio inclusi. Scrivici su WhatsApp e organizziamo insieme la tua uscita.

Fonti: sportfolks.net (profilo dettagliato Sassi–Superga); climbfinder, salite.ch, Gulliver (dati salite); roadbook Milano–Torino 2025; milanotorino.it (storia e vincitori 2025–2026); Outdooractive; GTT (trasporto bici sulla tranvia). Orari, tariffe e condizioni delle strade cambiano: verifica sempre prima di partire.

Prenotazione diretta su WhatsApp, colazione e parcheggio inclusi.